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Non è mai facile raccontare delle voci che si uniscono a far coro.

Ma tra queste risorgive che diventano fiumi, con i misteri delle acque sfuggite alla Piave o sciolte dalle montagne lontane, con i nomi che sono storia di uomini in guerra, ma anche di poeti, cantare è come rincorrere il vento e le sue incertezze, i suoi turbamenti alla pianura prima del mare.

Alle lagune scendono trasperenze di canali, il Sile, il Dese, lo Zero di Comisso, disegnando confini d'incertezze tra le città e gli antichi possedimenti delle curie, che diventano misture di suoni nelle parlate quotidiane.

Si canta così, facendo coro intorno a una maestra dai gesti pacati, con la naturalezza che viene dalle albe marine e dai lunghi tramonti filtrati dai pioppi alle colture. Questa è una terra di campi ben coltivati, di strade intricate e di paesi perfino spensierati, anche se poco uniti: magari solo per i diversi suoni nei concerti di campane.

 

Bepi De marzi



II LABORATORIO SULLA CORALITÀ CON BEPI DE MARZI

Vedi locandina

 

ISTANZA PER LA PARTECIPAZIONE  LABORATORIO  B. DE MARZI SCORZE’ 24.01.2016